Le pietre di Venezia

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Le pietre di Venezia

Una visita originale

Avete deciso di perdervi tra il dedalo di calli a Venezia, di passeggiare da soli? Allora, non preoccupatevi più di ritrovare la strada, semplicemente guardatevi intorno e osservate. Fatevi condurre da un unico filo conduttore: le pietre di Venezia. Probabilmente non vorrete più tornare a casa!

“L’arte migliore è quella in cui la mano, la testa e il cuore di un uomo procedono in accordo.”
(John Ruskin)

Venezia

In principio era l’acqua e poi diventò “un giardino di pietra”: attraverso i secoli “scalpellini, stuccatori, lapicidi e maestri di muro sono stati abili giardinieri che hanno creato con mirabile sapienza una sorta di ars topiaria della pietra”.

Sotto ai piedi

Provate a passeggiare e chinate lo sguardo e lasciatelo indugiare sul selciato che percorre oggi Venezia costituito di pietra grigia: la trachite. A volte esso è interrotto da intrecci di mattonelle rosse posate a spina di pesce, l’antica pavimentazione della città da cui fa capolino in alcuni casi l’erba selvatica, quasi a volersi riprendere i propri spazi originali. Venezia nel passato era pavimentata solo per una piccolissima parte.

Cangianti strisce di pietra d’Istria ricreano nei campi gli effetti geometrici dei cespugli dei giardini all’italiana o ricordano le onde del mare.

 Inserti di pietre rosa traforati, utilizzate per convogliare l’acqua piovana all’interno delle cisterne, decorano gli angoli dei pozzi.

A Venezia anche le scale o i gradini delle chiese si tramutano in autentiche opere d’arte decorate da fantastici disegni floreali, per non parlare dei pavimenti di palazzi e chiese che diventano come tappeti di pietra intessuti con esotici materiali e marmi a ricreare preziose sinfonie cromatiche.

Intorno a te

I muri che racchiudano e delimitano i “giardini di pietra” contribuiscono al gioco di colori grazie all’accostamento dei vari materiali, legati a loro volta dagli effetti luminosi dei riflessi delle acque e dalle variazioni di luce, che mai come a Venezia, risultano diverse ogni giorno.

Intrecci di fiori, tralci di vite e frutti si avvinghiano come serpenti intorno alle porte o alle arcate di palazzi e chiese.

Colonne di mille colori che si stagliano verso il cielo forti come alberi abbelliti da fiori e foglie che sembrano emanare rare essenze e, qua e là, animali fantastici che si rivelano o si nascondano tra le architetture della città.

Finestre che si trasformano in fiori di pietra dalle forme più esotiche o in impalpabili merletti.

Le facciate degli edifici che si alleggeriscono verso il cielo trasformandosi in merli, statue o camini.

Ecco che le pietre si trasformano in qualcosa d’incantato ed evanescente e che ci lasciano abbacinati dal loro splendore.

Queste righe sono state ispirate dal bellissimo libro “Le Pietre di Venezia” di Lionello Puppi

Se desideri conoscere altre storie sulle pietre di Venezia partecipa al nostro tour esperienziale “Il segreto del Palazzo”.