La raccolta della spazzatura a Venezia

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La raccolta della spazzatura a Venezia

Come funziona la raccolta dei rifiuti oggi?

Venezia è una città particolare e anche le cose che si danno per scontate in altri luoghi, come la raccolta dei rifiuti, a Venezia diventano complicate e necessitano di una grande organizzazione.

La raccolta delle immondizie oggi avviene casa per casa suonando al campanello, dalle 8.30 alle 12.00 e, in caso non sia possibile attendere il passaggio dei netturbini, si può gettarle di persona direttamente dentro le imbarcazioni, ormeggiate lungo i canali e i rii.

I rifiuti vengono raccolti da dei carretti speciali spinti o tirati a mano.

Giunti all’imbarcazione una piccola gru solleva il carretto e tramite un meccanismo fatto ad hoc il fondo viene aperto e i sacchetti vengono svuotati all’interno della barca.

Una volta raccolti i rifiuti le imbarcazioni, riconoscibili dal loro colore verde, li portano alla stazione di travaso sull’isola di Sacca San Biagio e successivamente trasportate negli impianti di riciclaggio e stoccaggio di Porto Marghera.

Questo nuovo sistema, introdotto gradualmente dal 2016 nei vari sestieri della città ha permesso di velocizzare la raccolta e di aumentare la pulizia di Venezia.

La raccolta dei rifiuti a Venezia prima del 2016

Infatti prima del 2016 i rifiuti venivano lasciati fuori dalle porte nelle calli causando seri problemi dovuti alla presenza di gatti e gabbiani che aprivano i sacchi, lasciando la spazzatura riversa nelle strade e richiamando poi i topi.

I veneziani per impedire l’apertura dei sacchetti si sono ingegnati con diverse e divertenti soluzioni: dalle corde con ganci che scendevano dalle finestre, ai sacchetti appesi alle grate dei piani terra o a interessanti uncini artistici fissati alle porte delle abitazioni.

La raccolta dei rifiuti nel passato

In epoca passata spesso a Venezia i rifiuti venivano lanciati nei canali o abbandonati nelle calli. Per questo a partire dal XV e XVI secolo si crearono in città le scoazzere dei quadrati chiusi da un muro, senza tetto e aperti su un lato, dove si raccoglievano le spazzature dette in veneziano scoasse per poi essere portate fuori dalla città. Il tutto era controllato dal Magistrato alle Acque che poi delegava la pulizia ai Nettatori dei Sestieri.

Le stesse calli non dovevano risultare molto pulite dato che la maggior parte di esse non erano pavimentate ma coperte di fango e sabbia.

La toponomastica della città ci ricorda ancora oggi i luoghi in cui la raccolta avveniva.

Immondizie a Venezia

Nonostante oggi viviamo in un’epoca più civilizzata, succedeva fino a non molto fa, che durante lo scavo dei rii, effettuato ogni 20 anni circa per ripristinare la profondità e lavorare sulle fondamenta dei palazzi, si incontrassero curiosi reperti come televisioni, frigoriferi o addirittura poltrone e divani.

Per fortuna al giorno d’oggi il veneziano ha una più grande consapevolezza dell’ambiente in cui vive e queste antiche abitudini sono diventate molto rare.